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    November 27

    Aforisma

    Ho ricevuto nei giorni scorsi il seguente aforisma:



    L’Italia ha una lingua nazionale parlata dal 10% della popolazione e 9.000 dialetti usati dal resto. Ecco perché l’Italia in Europa è considerata ancora una provincia e molti dei suoi abitanti dei provinciali.

    Stupito per una siffatta affermazione (anche se "vera") ho risposto:

    Meglio un 9.000 oggi che un niente domani.
    Quel 10% prima o poi ringrazierà di essere stato, anche, un provinciale.
    aggiungendo
    L'Italia farebbe bene a credere che il suo continente è il Mare e non viceversa.


    cosa ne pensate?
     
     

    June 07

    l'eternità

    Quale eternità?

    Leggo: "la categoria di futuro non ha nulla a che fare con l'eternità, che è l'unica vera dimensione del Divino".



    Questo suggerisce, ovviamente, che proiettarsi nel futuro ha come pericolo il rifiutare il presente. Non credo in questa assunzione di irresponsabilità ma, piuttosto ad una concreta possibilità di assumersi delle responsabilità in natura di consapevolezza.
    Coniugare futuro con eternità è come destinare al concetto di universalità l'impossibilità di giudicarla via via per ciò che veramente propone.
    Sradicare ogni forma di alienazione dalla vita concreta e proiettarsi in là, invece, dà la possibilità di aggiungere nuove categorie al nostro presente.

    La Chiesa deve riflettere!

    May 26

    il peggio

    Il peggio

    Alla disgrazia uno non si può abituare, mi creda, perchè sempre abbiamo l'illusione che quella che stiamo sopportando debba essere l'ultima, sebbene in seguito, con l'andare del tempo, incominciamo a persuaderci
     - e con quanta tristezza! -
    che il peggio deve ancora venire.

    Camillo Cela
    May 16

    per amore


    Per amore



    Si spreme il vino dai grappoli, ma quanto più bello di una vasca piena di vino è il vigneto con la terra grezza che non si mangia e non si beve.
    May 15

    atomo

    Voglio parlarvi dell'atomo


    La coppia umana è più di una semplice somma, in questo caso di un atomo + un altro. Vi troverei qualcosa di più, non soltanto un salto qualitativo verso l'essere, ma piuttosto l'esistere in una energia primordiale ordinata a produrre l'uomo.
    Prima la relazione poi la sostanza, ma questo scontato procedere presuppone la trasformazione, non un semplice iter, ma un cambiamento di stato in un'unica forma, la sostanza dell'essere.
    Abbandoniamo per un istante quell'essere e procediamo con l'empirico.
    Sappiamo che le sostanze producono altre sostanze sempre più complesse.
    Con il movimento vorticoso di un elettrone attorno al nucleo e da ciò che accade all'interno di esso, un altro universo si affaccia. Da questa considerazione ci riconduciamo al concetto di legame chimico totale per approdare ad ogni più alta forma di legame o relazione in cui la libertà tra relazioni, nelle quali e per le quali, chi si unisce mette in gioco se stesso senza conservare nulla solo per sè.

    Dall'atomo all'amore, la strada è semplicemente un passo.


    May 10

    Stillicidio

     
     INUTILI GOCCE
     
    Avete mai provato ad osservare un rubinetto mentre si "produce" con la sua infinita tristezza, mentre gocciola?
    Due le possibilità: la disattenzione degli altri  o la ormai incapacità di assolvere il suo compito.
    "Qualcuno" ebbe a dire:

    "Le gocce sono i giorni, lo stillicidio le nostre parole."

    Giungerà mai copiosa l'acqua?
    Riusciremo attraverso i condotti a congiungerci con il mare?
    Metteremo in discussione la nostra esistenza a volte legata a quella degli altri?
    E il giorno dopo?
    Quel "tocco", ne farà dileguare la presenza e l'acqua potrà riversarsi liberamente come nembi  che da Ponente annunciavano già la pioggia.
     
    PROVATE!
     
     
    May 05

    La rosa rossa

    stuzzicata dal significato di Amore.
    ecco un accostamento con il più classico degli eventi in un approccio d'amore.


    " E dal tuo grembo silenziosa scrollasti
    i petali di una rosa purpurea."
    (H.Hesse)

    Art Dangereux.




    La rosa purpurea non "appare" solo nella devozione dell'amante o nell'immaginario del poeta o dell'artista: può emergere, perturbante e innocente, dal bianco dell'intraducibilità, anche come "maschera rossa" (sintomatica, analogica, antagonista).
     Art Dangereux.
    Il corpo di questo "grande fiore" dal lungo stelo ha la memoria e caratteristica di possedere un profumo significante del proprio "esistere".
    I suoi numerosi petali si schiudono lentamente per la seduzione della "fioritura": sfiorendo, in un attimo, lascia una "essenza" come segnale del proprio "passare oltre".
    Il suo corpo "reciso" è, talvolta, il segno di offerte d'amore; il suo dolore è il ricordo impalpabile del passato.
    E' il segreto di una pagina bianca "segnata" dalle pulsioni; è un "in progress" e, come per la vita,  è il palpito di una stagione del desiderio. Può, tutto ciò, imprevedibilmente, rinascere in una nuova esistenza o espressione.
    Non potrà mai essere paura nè avere significati contrari al suo essere AMORE.
    May 03

    Grigio

    VIAGGIO nel GRIGIO

    Ciò che accade sulla pagina dei desideri è quanto avviene fuori dai nostri pensieri.
    Ti ho rintracciato, amico fiore, ho suggerito, forse dettato sul tuo libro della memoria.
    Addio amico fiore, sto incidendo, invisibilmente su un foglio con il tuo colore.
    Un GIALLO per te,
    prima di entrare nell'assoluto
    del

    GRIGIO



    April 22

    Benvenuti


    Benvenuti
    nella terra
    di
    Tanit


    Tanit era la dea che deteneva il posto più importante a Cartagine e significativamente, per una città prettamente commerciale, la sua effigie compariva nella maggior parte delle monete della città punica. Tanit era una delle consorti di Baal ed era venerata come dea protettrice della città e godeva di speciali favori e venerazione da parte dei cittadini di Cartagine e del suo impero.


    Per i cartaginesi, Tanit era dea della fertilità, dell'amore e del piacere, associata alla buona fortuna, alla Luna e alle messi. Nella mitologia fenicia era simile ad Astarte, la dea madre. Nella religione greca, Tanit era paragonata ad Afrodite, ad Artemide ed a Demetra, dea delle messi e dei raccolti. Nella lingua egizia il nome di Tanit potrebbe essere letto come "Terra di Neith", e Neith era una divinità legata anche alla guerra. Il simbolo di Tanit era la piramide tronca portante una barra rettangolare sulla sommità. Sul questa barra appaiono il sole e la luna crescente. Questo simbolo può essere osservato nella maggior parte delle steli delle necropoli puniche, dall'Africa Mediterranea, alla Sicilia, alla penisola Iberica. Il titolo completo di Tanit: "Pene Baal" significa "Viso di Baal" e le conferiva la prerogativa di avere la precedenza su Baal stesso, l'altro componente, con Eshmun della triade cartaginese. Secondo molti autori classici, tra cui Diodoro Siculo, il culto di Tanit richiedeva anche sacrifici umani. Tali riti sembrano confermati dalla presenza, nei tophet dedicati alla Dea di numerosi scheletri di bambini. Alcuni archeologi contemporanei, tuttavia, sostengono che nei tophet venissero sepolti gli infanti morti per malattia, e che i cartaginesi non praticassero sacrifici umani.